USA, Nancy Pelosi eletta Speaker della Camera a maggioranza democratica

Nel discorso di giuramento alcuni dei punti principali della sua agenda: classe media, ambiente e niente fondi per il muro col Messico citando Ronald Reagan

Nancy Pelosi, classe 1940, origini italiane, membro della Camera dei Rappresentanti dal 1987, già Speaker della Camera nel 2007, quando fu la prima donna nella storia USA a ricoprire l’incarico, è stata rieletta alla stessa carica e ha preso possesso del suo ufficio giovedì 3 gennaio, insieme a tutti i nuovi membri del Congresso eletti lo scorso 6 novembre. Tra i suoi record anche quello di essere la prima da decenni a riprendere possesso della leadership della Camera dopo averla persa: prima di lei Sam Rayburn oltre 60 anni fa. Quando i democratici hanno perso il controllo della Camera dei Rappresentanti, durante il governo Obama, è rimasta a capo del Partito ed è riuscita a riottenere il suo prestigioso incarico nonostante le defezioni interne di coloro che chiedevano un rinnovamento delle posizioni di potere: 12 infine sono stati coloro che hanno deciso di non votarla. La Pelosi è nota per essere un’ottima stratega, per riuscire ad unire posizioni e punti di vista assai diversi e per essere a detta di molti «la meglio organizzata» tra i politici del Congresso, mentre è meno apprezzata per le sue abilità di oratrice. Quella di Speaker della Camera, ovvero Presidente, è la terza carica politica degli Stati Uniti, dopo Presidente e Vice-Presidente, ed è un ruolo assai ambito: chi lo detiene può in sostanza orientare la politica della Camera Bassa del Congresso e stabilire di giorno in giorno a quali leggi e mozioni dare la precedenza, oltre ad essere l’immagine del proprio Partito.

Più moderata, almeno nelle intenzioni, di personaggi in vista del Partito democratico come Bernie Sanders e Barack Obama, meno invisa al grande pubblico rispetto ad Hillary Clinton, la Pelosi sembra essere ancora la scelta giusta per guidare l’opposizione a Donald Trump. Nel suo discorso di insediamento ha elencato alcuni dei punti fondamentali della sua agenda, citando Ronald Reagan – ex Presidente repubblicano – e confermando la sua abilità di stratega senza sensazionalismi. Tra le priorità della nuova Camera a maggioranza democratica ha indicato il rafforzamento della classe media – che ha definito la spina dorsale della democrazia – la salvaguardia dell’ambiente – che ha indicato come «una decisione di salute pubblica, oltre che una decisione morale» – nonché la necessità di porre immediatamente fine allo shutdown del governo americano in corso da circa due settimane. Per salvaguardare la classe media occorrerà difendere Medicare e Medicaid, ovvero le due parti di cui è composta Obamacare, la riforma sanitaria di Obama che Trump cerca di smantellare, ridurre il prezzo dei medicinali ed evitare l’arricchimento di pochi, che la Speaker definisce l’opposto della democrazia: «se la classe media è forte allora lo sono anche le altri classi» ha affermato. La Camera dei Rappresentanti da lei guidata dovrà essere «trasparente, bipartisan e unificatrice».  Per quanto riguarda il muro al confine con il Messico richiesto dal Presidente Trump, la Pelosi si dice nettamente contraria e cita Reagan, presidente Repubblicano, che non suscita però l’entusiasmo del Partito repubblicano bensì di quello democratico: «se mai chiudessimo le porte ai nuovi americani, il nostro ruolo di leadership nel mondo sarebbe presto perduto». Alla stampa ha poi dichiarato che è disposta a concedere «un dollaro» per l’operazione, perché «un muro non è quello che siamo come nazione» e perché «il Presidente Trump non fa i conti con la realtà delle cose».

Come ricordato dalla stessa Pelosi all’inizio del suo discorso di giuramento, la sua guida della Camera coincide con i 100 anni dall’emendamento costituzionale che ammise le donne al voto negli Stati Uniti – era il 1919 – e con il maggior numero di donne elette al Congresso di sempre, oltre 100. «Il servizio pubblico è una nobile chiamata» ha affermato la leader democratica prima di invitare tutti i  bambini presenti in aula –  figli e nipoti dei deputati –  a raggiungerla per le foto di rito.

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