Morto Amos Oz, la voce israeliana del dialogo e della pace

All’età di 79 anni si è spento dopo aver combattuto contro una grave malattia, circondato dai suoi cari,lo scrittore israeliano Amos Oz. Nato a Gerusalemme nel 1939 era stato segnato per sempre dal suicidio della madre, quando lui aveva appena 13 anni. Si oppose alla visione familiare e politica di estrema destra del padre e si trasferisce a vivere da solo nel kibbutz Hulda. Studia letteratura e filosofia a Gerusalemme e poi a  Oxford. Sposa Nili, conosciuta nel kibbutz e insieme avranno tre figli. Partecipa alla Guerra dei sei giorni nel 1963 e quella dello Yom Kippur nel 1973 ma non scriverà mai della guerra.

Docente di letteratura ebraica all’ Università Ben Gurion del Negev ha ottenuto per i suoi numerosi romanzi molti riconoscimenti, tra cui il premio Bialik (1986), il Prix Femina (Parigi, 1989), il premio Israele (1998), assegnato nonostante le proteste della destra israeliana. Tra gli altri riconoscimenti letterari, il Premio Príncipe de Asturias de las Letras e il premio Fondazione Carical Grinzane per la cultura mediterranea nel 2007.

Inizia a pubblicare le sue opere a 22 anni. Autore di numerosi romanzi tradotti in 45 lingue e pubblicati in 47 paesi Amos Oz aveva affidato alle sue opere la sua visione pacifista. Sulla questione israeliana promuoveva il dialogo e la creazione di due stati, israeliano e palestinese.

In Italia molti  suoi romanzi sono stati tradotti e pubblicati solo dopo il 2000. Il più importante e più letto titolo è probabilmente l’autobiografia Una storia di amore e di tenebra (2002), adattato poi al cinema da Natalie Portman, attrice e regista del film omonimo, nel 2015: oltre 100 anni di vita familiare che attraversa maestosa la storia dello stato d’Israele, costruendo una lunga saga zeppa di personaggi di vario genere.

Tra i suoi libri più recenti, il romanzo Finché morte non sopraggiunga (Feltrinelli, 2018), il romanzo Tocca l’acqua, tocca il vento (traduzione di Elena Loewenthal) e il saggio Cari fanatici.

Oz ha raccontato storie diverse ma tutte collegate tra loro da un unico filo conduttore: Israele che fa sempre da sfondo ai suoi romanzi. Si è sempre dichiarato a favore della soluzione dei ” due stati” nella questione tra Israele e Palestina e si è sempre schierato dalla parte del dialogo e della pace.

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