HILL HOUSE è una ghost story psicologica

I protagonisti della nuova serie horror Netflix sono un gruppo di fratelli che hanno avuto un’infanzia travagliata. Dopo il suicidio della loro madre si sono cominciati a manifestare alcuni fenomeni paranormali, che, insieme all’improvviso suicidio di una delle sorelle hanno spaventato i givani a tal punto da costringerli a vivere nuovamente sotto lo stesso tetto. Tutti hanno le stesse visioni, ma sono allucinazioni o stanno per accadere davvero?
Hill House si inserisce nel filone dei ghost movie, caratterizzati dalle case infestate. Eppure riesce ad andare oltre: i fantasmi non sono quelli a cui siamo abituati, non sono le anime dei morti che non hanno trovato la pace; ma sono i lati oscuri che i protagonisti si sono portati dietro e li hanno fatti alieare da mondo. Tra questi la tossicodipendenza, il divorzio e il distacco dal resto del mondo.
Si guarda molto alla dimensione interiore dei personaggi attraverso la tecnica del flashback che permette di procedere di pari passo col passato. Di ognuno ci viene svelato chi è stato e chi è adesso. L’approfondimento psicologico non ha eguali nel mondo delle storie di fantasmi.
Tutti i jump scare sono gestiti con grande maestria, il tempismo delle apparizioni dei fantasmi avviene sempre al momento giusto nel luogo giusto. Non si abusa della paura e dell’effetto sorpresa o suspance. Ogni apparizione diventa lo sfogo di una duratura situazione di angoscia.

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