Angri, sequestrata fabbrica con 16 immigrati che lavoravano senza tutele

Lotta all’utilizzo di manodopera irregolare: scoperti 16 lavoratori “in nero”; uno di questi è anche privo del permesso di soggiorno.

I Finanzieri del Comando provinciale di Salerno hanno eseguito, nei giorni scorsi, un controllo presso uno stabilimento di oltre 1000 metri quadrati, in pieno centro ad Angri (SA); all’interno dello stabile si trovavano più di 50 operai, originari del Bangladesh e coordinati da un loro connazionale, intenti al confezionamento di abiti griffati.

Dai primi accertamenti è subito emerso che 16 di loro erano completamente “in nero”; uno addirittura sprovvisto del permesso di soggiorno.

Per la società ora potrebbe addirittura scattare la sospensione dell’attività commerciale, prevista nel caso in cui i lavoratori “in nero” superino il 20% della forza lavoro regolare. Ad aggravare la posizione del legale rappresentante è proprio la circostanza che uno dei lavoratori non doveva neppure trovarsi in Italia.

I militari della Compagnia di Nocera Inferiore infatti lo hanno denunciato a piede libero alla locale Procura, per il reato previsto dal D. Lgs n.286, contro l’immigrazione clandestina, punito col carcere fino a tre anni. Pesanti pure le sanzioni pecuniarie per l’utilizzo dei lavoratori “in nero” che, in questo caso, superano i 60.000 euro.

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